<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.3.2" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>
<channel>
	<title>Comments for FlossFVG</title>
	<link>http://flossfvg.blogsite.org</link>
	<description>Legge regionale per l'adozione del Free Software nella Regione FVG</description>
	<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 23:03:16 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.3.2</generator>
		<item>
		<title>Comment on Aggiornamento post Linux day (28 ottobre 2006) by MarioEs</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/aggiornamento-post-linux-day-28-ottobre-2006/#comment-32</link>
		<dc:creator>MarioEs</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2006 20:53:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/aggiornamento-post-linux-day-28-ottobre-2006/#comment-32</guid>
		<description>Questo è quello che abbiamo scritto di voi sul nostro sito www.brain2brain.net :

E' in atto un processo - ad avviso di noi di Brain 2 Brai molto interessante - che è quello del FLOSS FVG , Legge regionale per l’adozione del Free Software nella Regione FVG.
Si tratta di un progetto di legge, capitanato dal consigliere regionale A. METZ e che vede la partecipazione di diverse personalità ed esponenti del mondo della ricerca e di quello accademico regionale nonchè di quello delle aziende, soprattutto impegnate nell'open source software.
Tale proposta è molto interessante, oltre che per le nobili finalità legate alla promozione ed alla diffusione della "cultura open source", soprattutto per il procedimento adottato nella gestazione della proposta di legge, che potremmo definire una "open law", in quanto è stata data, almeno in teoria, a tutti la possibilità di partecipare alla stesura del testo inviando i propri commenti e varianti sul sito già citato.
Siamo di fronte alla proposta di una forma di democrazia diffusa realizzabile più che ottimamente grazie alla Rete ed alle sue mai troppo osannate possibilità.
Noi di Brain 2 Brain invitiamo per tanto il mondo politico, intanto quello regionale del FVG, a fare "ampio" ricorso a tali strumenti di democrazia avanzata per i progetti politici di maggior interesse per i cittadini, in quanto Democrazia deve significare sempre più partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni che contano e che incidono in misura determinante sul loro futuro.
Sarebbe, infine, interessante avviare in questo Forum un dibattito sui vantaggi e sui limiti relativi all'Open Source, anche perchè bisogna sempre spiegare bene le argomentazioni pro e quelle contro a determinate scelte, evitando le ideologie o le mode.
Vi aspettiamo numerosi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è quello che abbiamo scritto di voi sul nostro sito <a href="http://www.brain2brain.net" rel="nofollow">http://www.brain2brain.net</a> :</p>
<p>E&#8217; in atto un processo - ad avviso di noi di Brain 2 Brai molto interessante - che è quello del FLOSS FVG , Legge regionale per l’adozione del Free Software nella Regione FVG.<br />
Si tratta di un progetto di legge, capitanato dal consigliere regionale A. METZ e che vede la partecipazione di diverse personalità ed esponenti del mondo della ricerca e di quello accademico regionale nonchè di quello delle aziende, soprattutto impegnate nell&#8217;open source software.<br />
Tale proposta è molto interessante, oltre che per le nobili finalità legate alla promozione ed alla diffusione della &#8220;cultura open source&#8221;, soprattutto per il procedimento adottato nella gestazione della proposta di legge, che potremmo definire una &#8220;open law&#8221;, in quanto è stata data, almeno in teoria, a tutti la possibilità di partecipare alla stesura del testo inviando i propri commenti e varianti sul sito già citato.<br />
Siamo di fronte alla proposta di una forma di democrazia diffusa realizzabile più che ottimamente grazie alla Rete ed alle sue mai troppo osannate possibilità.<br />
Noi di Brain 2 Brain invitiamo per tanto il mondo politico, intanto quello regionale del FVG, a fare &#8220;ampio&#8221; ricorso a tali strumenti di democrazia avanzata per i progetti politici di maggior interesse per i cittadini, in quanto Democrazia deve significare sempre più partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni che contano e che incidono in misura determinante sul loro futuro.<br />
Sarebbe, infine, interessante avviare in questo Forum un dibattito sui vantaggi e sui limiti relativi all&#8217;Open Source, anche perchè bisogna sempre spiegare bene le argomentazioni pro e quelle contro a determinate scelte, evitando le ideologie o le mode.<br />
Vi aspettiamo numerosi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Aggiornamento post Linux day (28 ottobre 2006) by ryo</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/aggiornamento-post-linux-day-28-ottobre-2006/#comment-30</link>
		<dc:creator>ryo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2006 17:33:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/aggiornamento-post-linux-day-28-ottobre-2006/#comment-30</guid>
		<description>In homepage questo articolo sballa il layout della pagina

TRU: spiacente, resta sballato anche spostandolo. Necessario l' intervento di un site admin, io non riesco a modificarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In homepage questo articolo sballa il layout della pagina</p>
<p>TRU: spiacente, resta sballato anche spostandolo. Necessario l&#8217; intervento di un site admin, io non riesco a modificarlo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Art.7 Sostegno all&#8217;informatizzazione by Davide</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art7-informatizzazione/#comment-29</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 20:16:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art7-informatizzazione/#comment-29</guid>
		<description>cambierei:

appositi programmi di sostegno per l’adozione di software FLOSS da parte delle aziende e delle PA.

con

appositi programmi di sostegno per l’adozione di software FLOSS da parte delle aziende, delle PA, delle associazioni e dei cittadini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cambierei:</p>
<p>appositi programmi di sostegno per l’adozione di software FLOSS da parte delle aziende e delle PA.</p>
<p>con</p>
<p>appositi programmi di sostegno per l’adozione di software FLOSS da parte delle aziende, delle PA, delle associazioni e dei cittadini</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Art.6 Obblighi per la PA by Davide</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art6-obblighi-per-la-pa/#comment-28</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 20:14:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art6-obblighi-per-la-pa/#comment-28</guid>
		<description>Prima si parla di obbligo "L’amministrazione regionale, ..., ha l’obbligo di utilizzare ... formati aperti" e poi si parla di "gara d’appalto ... non potranno essere esclusi prodotti a priori".

Se si impone l'uso di programmi che usano formati aperti, allora di conseguenza si escludono tutti quelli che non ne fanno uso.

Il punto centrale per le PA è quello di ottimizzare le proprie risorse, ridurre i costi ed avere un ottimo livello di servizio. Per poter ottenere tali scopi è necessario, come indicato alla fine, utilizzare tecnologie che permettano il riuso delle risorse e la condivisione delle conoscenze.

Se la PA del comune di Aosta commissiona un software proprietario per realizzare il risultato R perché secondo la valutazione sopra esposta risulta il migliore, allora non potrà fornirlo al comune di Palermo.
Se la PA del comune di Roma commissiona la realizzazione di un software libero che però si basa su un componente proprietario (es. il database da cui attinge i dati), allora tale soluzione sarà poco esportabile in un paesello dove i costi della licenza della parte proprietaria potrebbero non essere affrontabili.

Bisogna partire dal presupposto che tutte le aziende presenti sul mercato possono sviluppare software libero e nessuna è esclusa da una gara d'appalto che impone la realizzazione dell'opera sotto tali criteri: infatti nessuno vieta a microsoft o altra società di implementare o customizzare un software libero.

Di contro è il software proprietario che preclude il suo uso da parte di tutti i fornitori: se io apro un'azienda non posso partecipare a qualsiasi gara o lavoro che adotti qualsiasi software proprietario perché o ho già di mio un capitale elevato per acquistare tutte le licenze necessarie e il tempo per imparare i prodotti non-standard richiesti dal cliente o posso solo non pagare le licenze (agire illegalmente) e fare una lavoro senza avere le necessarie competenze per realizzarlo al meglio o non considerare nemmeno i lavori che impongono l'uso di prodotti a me "sconosciuti" o non "posseduti".
Questo è dovuto al fatto che fino ad ora tutte le case produttrici di software proprietario hanno utilizzato formati, linguaggi, ... incompatibili tra di loro perché non hanno mai seguito gli standard internazionali esistenti.

Io qui imporrei un obbligo forte: 
"i nuovi programmi creati/commissionati all'interno di una PA devono essere FLOSS ed i formati aperti, questo per permettere una facile adozione/modifica/integrazione anche da parte di altre PA.
Per il software preesistente per ogni nuova miglioria/funzionalità occorre:
1) valutare l'adozione dei formati aperti
2) l'uso di licenze libere per ogni nuova parte creata"

Inoltre secondo me bisogna imporre degli obblighi stretti sui formati, un po' come fatto dalla legislazione francese:
"
* Una PA non può fare una migrazione di dati verso un formato non aperto o non standard (qui sarebbe meglio specificare il formato per ogni tipo di applicazione)
* una PA è obbligata ad utilizare formati aperti per ogni nuova applicazione (anche qui è meglio specificare il formato)
* una PA non può rifiutare documenti inviatigli in un formato aperto (anche qui è meglio specificare il formato)
"

Davide Prina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima si parla di obbligo &#8220;L’amministrazione regionale, &#8230;, ha l’obbligo di utilizzare &#8230; formati aperti&#8221; e poi si parla di &#8220;gara d’appalto &#8230; non potranno essere esclusi prodotti a priori&#8221;.</p>
<p>Se si impone l&#8217;uso di programmi che usano formati aperti, allora di conseguenza si escludono tutti quelli che non ne fanno uso.</p>
<p>Il punto centrale per le PA è quello di ottimizzare le proprie risorse, ridurre i costi ed avere un ottimo livello di servizio. Per poter ottenere tali scopi è necessario, come indicato alla fine, utilizzare tecnologie che permettano il riuso delle risorse e la condivisione delle conoscenze.</p>
<p>Se la PA del comune di Aosta commissiona un software proprietario per realizzare il risultato R perché secondo la valutazione sopra esposta risulta il migliore, allora non potrà fornirlo al comune di Palermo.<br />
Se la PA del comune di Roma commissiona la realizzazione di un software libero che però si basa su un componente proprietario (es. il database da cui attinge i dati), allora tale soluzione sarà poco esportabile in un paesello dove i costi della licenza della parte proprietaria potrebbero non essere affrontabili.</p>
<p>Bisogna partire dal presupposto che tutte le aziende presenti sul mercato possono sviluppare software libero e nessuna è esclusa da una gara d&#8217;appalto che impone la realizzazione dell&#8217;opera sotto tali criteri: infatti nessuno vieta a microsoft o altra società di implementare o customizzare un software libero.</p>
<p>Di contro è il software proprietario che preclude il suo uso da parte di tutti i fornitori: se io apro un&#8217;azienda non posso partecipare a qualsiasi gara o lavoro che adotti qualsiasi software proprietario perché o ho già di mio un capitale elevato per acquistare tutte le licenze necessarie e il tempo per imparare i prodotti non-standard richiesti dal cliente o posso solo non pagare le licenze (agire illegalmente) e fare una lavoro senza avere le necessarie competenze per realizzarlo al meglio o non considerare nemmeno i lavori che impongono l&#8217;uso di prodotti a me &#8220;sconosciuti&#8221; o non &#8220;posseduti&#8221;.<br />
Questo è dovuto al fatto che fino ad ora tutte le case produttrici di software proprietario hanno utilizzato formati, linguaggi, &#8230; incompatibili tra di loro perché non hanno mai seguito gli standard internazionali esistenti.</p>
<p>Io qui imporrei un obbligo forte:<br />
&#8220;i nuovi programmi creati/commissionati all&#8217;interno di una PA devono essere FLOSS ed i formati aperti, questo per permettere una facile adozione/modifica/integrazione anche da parte di altre PA.<br />
Per il software preesistente per ogni nuova miglioria/funzionalità occorre:<br />
1) valutare l&#8217;adozione dei formati aperti<br />
2) l&#8217;uso di licenze libere per ogni nuova parte creata&#8221;</p>
<p>Inoltre secondo me bisogna imporre degli obblighi stretti sui formati, un po&#8217; come fatto dalla legislazione francese:<br />
&#8221;<br />
* Una PA non può fare una migrazione di dati verso un formato non aperto o non standard (qui sarebbe meglio specificare il formato per ogni tipo di applicazione)<br />
* una PA è obbligata ad utilizare formati aperti per ogni nuova applicazione (anche qui è meglio specificare il formato)<br />
* una PA non può rifiutare documenti inviatigli in un formato aperto (anche qui è meglio specificare il formato)<br />
&#8221;</p>
<p>Davide Prina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Art.4 Documenti by Davide</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art4-documenti/#comment-27</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 19:40:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art4-documenti/#comment-27</guid>
		<description>Secondo me occorre un'analisi dei formati e una descrizione, per ogni formato analizzato, dei possibili usi (e anche dei divieti d'uso ... es: un file JPG per spedire dei dati che chi riceve deve caricare in una banca dati).

Inoltre, secondo me, occorre stabilire un formato standard per ogni singola tipologia di file che la PA deve fornire ed accettare dai cittadini. Questo permette ai cittadini di usare un singolo programma che salva con quel dato formato per inviare e ricevere documenti di un determinato tipo.

Davide Prina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me occorre un&#8217;analisi dei formati e una descrizione, per ogni formato analizzato, dei possibili usi (e anche dei divieti d&#8217;uso &#8230; es: un file JPG per spedire dei dati che chi riceve deve caricare in una banca dati).</p>
<p>Inoltre, secondo me, occorre stabilire un formato standard per ogni singola tipologia di file che la PA deve fornire ed accettare dai cittadini. Questo permette ai cittadini di usare un singolo programma che salva con quel dato formato per inviare e ricevere documenti di un determinato tipo.</p>
<p>Davide Prina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Art.3 Archivi elettronici by Davide</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art3-archivi/#comment-26</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 19:33:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art3-archivi/#comment-26</guid>
		<description>Io metterei in evidenza anche altre limitazioni che potrebbero impedire l'accesso ai dati sia da parte di altre PA che nel prossimo futuro alla stessa PA.

Un problema potrebbe essere che il formato necessita di qualcosa per essere visionato e che può o potrebbe non essere accessibile da tutte le PA che devono fruire dei dati ... o da nessuna. Quindi imporrei che il formato non contenga nessun tipo di protezione non sbloccabile a piacimento dalla PA stessa.

Metterei qualcosa del genere:
"L'accesso al formato:
1) non deve obbligare il programma ad accedere ad una risorsa esterna al proprio computer
2) non deve obbligare l'uso di un insieme limitato di piattaforme hardware/software
3) non deve obbligare l'uso di un dato componente hardware/software
4) non deve essere legato ad una precisa macchina
5) il formato non deve avere al suo interno nessuna protezione di sicurezza il cui aggiramento è protetto dall'EUCD (il DMCA europeo) o altra legge
"

spiego in dettaglio:
1 - non ci deve essere una chiave, certificato o quant'altro messo a disposizione da qualcuno dall'esterno per poter accedere alle informazioni. Questo evita prima di tutto il rischio che questa entità esterna sparisca lasciando tutto l'archivio illeggibile e poi permette di non essere legati in nessun modo ad una singola azienda.

2 - come il punto 1, dove però la chiave, certificato o quant'altro è locale al software/hardware e quindi potrebbe risultare poco trasferibile e ricadrebbe nei rischi visti nel punto precedente

3 - non ci devono essere chiavi hardware/software installate nel PC per poter fruire del formato

4 - il formato non deve essere criptato via hardware (CPU) e leggibile solo da quella macchina

5 - questo evita che pur potendo visionare senza problemi il formato si ha però un divieto per legge di farlo

Nota: tutte queste qualità negative possono benissimo essere incluse in un "formato standard" in modo che chiunque possa implementarle, ma potrebbe d'altro canto legare l'utilizzo all'azienda che si sceglie come "protettrice": chi fornisce certificati/chiavi, ...

Davide Prina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io metterei in evidenza anche altre limitazioni che potrebbero impedire l&#8217;accesso ai dati sia da parte di altre PA che nel prossimo futuro alla stessa PA.</p>
<p>Un problema potrebbe essere che il formato necessita di qualcosa per essere visionato e che può o potrebbe non essere accessibile da tutte le PA che devono fruire dei dati &#8230; o da nessuna. Quindi imporrei che il formato non contenga nessun tipo di protezione non sbloccabile a piacimento dalla PA stessa.</p>
<p>Metterei qualcosa del genere:<br />
&#8220;L&#8217;accesso al formato:<br />
1) non deve obbligare il programma ad accedere ad una risorsa esterna al proprio computer<br />
2) non deve obbligare l&#8217;uso di un insieme limitato di piattaforme hardware/software<br />
3) non deve obbligare l&#8217;uso di un dato componente hardware/software<br />
4) non deve essere legato ad una precisa macchina<br />
5) il formato non deve avere al suo interno nessuna protezione di sicurezza il cui aggiramento è protetto dall&#8217;EUCD (il DMCA europeo) o altra legge<br />
&#8221;</p>
<p>spiego in dettaglio:<br />
1 - non ci deve essere una chiave, certificato o quant&#8217;altro messo a disposizione da qualcuno dall&#8217;esterno per poter accedere alle informazioni. Questo evita prima di tutto il rischio che questa entità esterna sparisca lasciando tutto l&#8217;archivio illeggibile e poi permette di non essere legati in nessun modo ad una singola azienda.</p>
<p>2 - come il punto 1, dove però la chiave, certificato o quant&#8217;altro è locale al software/hardware e quindi potrebbe risultare poco trasferibile e ricadrebbe nei rischi visti nel punto precedente</p>
<p>3 - non ci devono essere chiavi hardware/software installate nel PC per poter fruire del formato</p>
<p>4 - il formato non deve essere criptato via hardware (CPU) e leggibile solo da quella macchina</p>
<p>5 - questo evita che pur potendo visionare senza problemi il formato si ha però un divieto per legge di farlo</p>
<p>Nota: tutte queste qualità negative possono benissimo essere incluse in un &#8220;formato standard&#8221; in modo che chiunque possa implementarle, ma potrebbe d&#8217;altro canto legare l&#8217;utilizzo all&#8217;azienda che si sceglie come &#8220;protettrice&#8221;: chi fornisce certificati/chiavi, &#8230;</p>
<p>Davide Prina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Art.2 Definizioni by Davide</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art2-definizioni/#comment-25</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 19:03:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art2-definizioni/#comment-25</guid>
		<description>Nel punto 4 io suggerisco di aggiungere :

- nel punto a) *l'organizzazione deve essere internazionale* altrimenti si potrebbe avere un proliferare di "standard locali"

- un nuovo punto che indichi la necessità che lo standard sia utilizzato e quindi diffuso o diffondibile facilmente.
L'uso di un formato standard su più prodotti è l'unica prova certa dell'implementazione corretta dello stesso: basta verificare che entrambi possino accedere e salvare senza problemi su file creati dall'altro prodotto. Inoltre occorre che le implementazioni siano su più piattaforme hw/sf per avere l'assicurazione che non sia dipendente da un singolo ambiente.
Aggiungerei qualcosa del genere:
"Uno standard può essere adottato solo se esistono già più programmi che lo implementano su più piattaforme hardware/software"

Secondo il mio punto di vista questa non è una restrizione, perché se il formato è stato riconosciuto come standard internazionale ed è valido, allora verrà adottato, nel giro di poco tempo, in automatico da molti programmi che utilizzano quel tipo di file. Se ciò non avviene, allora vuol dire che qualcosa non quadra ...

Davide Prina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel punto 4 io suggerisco di aggiungere :</p>
<p>- nel punto a) *l&#8217;organizzazione deve essere internazionale* altrimenti si potrebbe avere un proliferare di &#8220;standard locali&#8221;</p>
<p>- un nuovo punto che indichi la necessità che lo standard sia utilizzato e quindi diffuso o diffondibile facilmente.<br />
L&#8217;uso di un formato standard su più prodotti è l&#8217;unica prova certa dell&#8217;implementazione corretta dello stesso: basta verificare che entrambi possino accedere e salvare senza problemi su file creati dall&#8217;altro prodotto. Inoltre occorre che le implementazioni siano su più piattaforme hw/sf per avere l&#8217;assicurazione che non sia dipendente da un singolo ambiente.<br />
Aggiungerei qualcosa del genere:<br />
&#8220;Uno standard può essere adottato solo se esistono già più programmi che lo implementano su più piattaforme hardware/software&#8221;</p>
<p>Secondo il mio punto di vista questa non è una restrizione, perché se il formato è stato riconosciuto come standard internazionale ed è valido, allora verrà adottato, nel giro di poco tempo, in automatico da molti programmi che utilizzano quel tipo di file. Se ciò non avviene, allora vuol dire che qualcosa non quadra &#8230;</p>
<p>Davide Prina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Art.1 Finalità by capaccioli</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art1-finalita/#comment-24</link>
		<dc:creator>capaccioli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2006 17:30:10 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art1-finalita/#comment-24</guid>
		<description>In zona cesarini (se la proposta di legge verrà presentata domani). 
1)Penso che nel secondo periodo del primo comma sia necessario specificare che tipo di saperi e di conoscenza ( in modo da escludere, per esempio, la dodecafonia, l’entomologia, ecc.). Proporrei quindi semplicemente di aggiungere l’aggettivo “informatica”.
2) La lettura del seguito dello stesso periodo, nell’attuale stesura, farebbe pensare che si vogliano abbattere le barriere digitali, la realizzazione personale e professionale e perfino le forme di cittadinanza attiva.... Per ovviare a questa interpretazione, assolutamente legittima dal punto di vista linguistico, suggerirei la formulazione del periodo nel modo seguente:” Favorisce altresì la diffusione dei saperi e della conoscenza informatica come fattore determinate per abbattere le barriere digitali e sostenere così, nella società dell’informazione, la realizzazione personale e professionale nonché le forme di cittadinanza attiva.
3)Confesso di avere grosse difficoltà di comprensione del terzo comma nella parte successiva alle parole “sull’economia pubblica,” e suggerirei una rilettura che consenta di correggere eventuali refusi e/o errori di altro genere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In zona cesarini (se la proposta di legge verrà presentata domani).<br />
1)Penso che nel secondo periodo del primo comma sia necessario specificare che tipo di saperi e di conoscenza ( in modo da escludere, per esempio, la dodecafonia, l’entomologia, ecc.). Proporrei quindi semplicemente di aggiungere l’aggettivo “informatica”.<br />
2) La lettura del seguito dello stesso periodo, nell’attuale stesura, farebbe pensare che si vogliano abbattere le barriere digitali, la realizzazione personale e professionale e perfino le forme di cittadinanza attiva&#8230;. Per ovviare a questa interpretazione, assolutamente legittima dal punto di vista linguistico, suggerirei la formulazione del periodo nel modo seguente:” Favorisce altresì la diffusione dei saperi e della conoscenza informatica come fattore determinate per abbattere le barriere digitali e sostenere così, nella società dell’informazione, la realizzazione personale e professionale nonché le forme di cittadinanza attiva.<br />
3)Confesso di avere grosse difficoltà di comprensione del terzo comma nella parte successiva alle parole “sull’economia pubblica,” e suggerirei una rilettura che consenta di correggere eventuali refusi e/o errori di altro genere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Art.3 Archivi elettronici by Franz60</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art3-archivi/#comment-23</link>
		<dc:creator>Franz60</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2006 14:47:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/art3-archivi/#comment-23</guid>
		<description>Lavorando io in un azienda che gestisce servizi pubblici sono molto sensibile al problema dell'accesso ai dati e ritengo "fondamentale" abbandonare le scelte che oggi vengono fatte di utilizzare sistemi e protocolli chiusi e proprietari. 
Spero che anche in Veneto ci si muova nella Vs. direzione. Bravi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lavorando io in un azienda che gestisce servizi pubblici sono molto sensibile al problema dell&#8217;accesso ai dati e ritengo &#8220;fondamentale&#8221; abbandonare le scelte che oggi vengono fatte di utilizzare sistemi e protocolli chiusi e proprietari.<br />
Spero che anche in Veneto ci si muova nella Vs. direzione. Bravi!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti by webnicola</title>
		<link>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/benvenuti/#comment-22</link>
		<dc:creator>webnicola</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Oct 2006 09:33:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://flossfvg.blogsite.org/2006/09/25/benvenuti/#comment-22</guid>
		<description>Avanti così, bravi!
Vi segnalo una operazione simile, solo contro un’adozione su larga scala di software open-source, ovviamente proposta dalle lobby!
http://www.techworld.com/applications/news/index.cfm?newsID=7109&#38;pagtype=all</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avanti così, bravi!<br />
Vi segnalo una operazione simile, solo contro un’adozione su larga scala di software open-source, ovviamente proposta dalle lobby!<br />
<a href="http://www.techworld.com/applications/news/index.cfm?newsID=7109&amp;pagtype=all" rel="nofollow">http://www.techworld.com/applications/news/index.cfm?newsID=7109&amp;pagtype=all</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
